Fonti internazionali riportano in questi giorni una dura dichiarazione di Claudio Lacchio (membro del consiglio direttivo Associazione Nazionale Commercio Laniero) in merito alle scarse azioni volte a risolvere il problema del mulesing da parte degli allevatori australiani.

In sintesi per chi non fosse a conoscenza del problema:

·         In Australia vengono prodotte annualmente oltre 270 tonn. di lana merinos destinate in larga misura al mercato europeo,

·         le pecore merinos subiscono gli attacchi di una mosca (lucilla cuprina) che, attratta dalle feci trattenute nelle pieghe della pelle sulle natiche degli animali, si insediano deponendo le uova. Questo genera infezione e spesso la morte delle pecore aggredite. Per evitare il problema dello flystrike agli agnelli viene reciso un lembo di pelle (mulesing), operazione ovviamente dolorosa e essa stessa potenzialmente causa di complicazioni e decesso dell’animale.

·         Sotto la pressione dei movimenti animalisti e dei produttori italiani che hanno posto il problema del benessere delle pecore anche durante il meeting internazionale 2016 dell’IWTO, è stata introdotta la pratica di utilizzare un anestetico spray prime dell’incisione, approccio che comunque rimane volontario.

Secondo Lacchio questo non è sufficiente (ha parlato di ‘frustrazione per in mancati risultati’) tanto che i commercianti di lana italiani sono pronti a privilegiare lana no mulesing nella convinzione che questa strategia sia coerente con le richieste dei consumatori europei sempre più attenti al welfare animale.

Speriamo che questa ‘scossa’ riporti il tema del mulesing all’attenzione che merita.

Fonte: http://www.abc.net.au/news/rural/2017-08-09/italian-buyers-frustrated-by-ongoing-mulesed-wool-problem/8744944

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