Secondo uno studio recentemente pubblicato dall’ ICAC -Cotton Advisory Council, malgrado la domanda di cotone abbia  raggiunto un livello record  (+ 4% ) non vi sono le condizioni per soddisfare la richiesta con volumi di fibra adeguati. La  causa è soprattutto riconducibile ai cambiamenti climatici e alla conseguenza carenza di piogge  nelle principali regioni di coltivazione del cotone.

In termini di quantitativi si stima una domanda per la stagione 2018/19 di 27,5 milioni di tonnellate mentre la produzione attesa sarà di 25,9 mil. di tonnellate (era stata di 26,87 mil di tonn nella stagione 2017/18). Particolarmente penalizzata risulta la Cina, principale produttore mondiale di cotone, che ha registrato un innalzamento della temperatura maggiore rispetto a media del Pianeta.

A rendere più complessi gli scambi commerciali di cotone, avverte ICAC, saranno inoltre le problematiche relazioni tra USA e Cina considerato che quest’ultima assorbe una quota importante del cotone americano che sarà destinato ad altri mercati mentre ci si aspetta che la domanda cinese venga soddisfatta soprattutto dal Brasile. Con il consumo globale ai massimi storici, la pressione sulle scorte di cotone dovrebbe ridurre le riserve cinesi ma anche quelle globali, quest’ultime  di 1,6 milioni di tonnellate per concludere la stagione 2018/19 con un consumo di quasi 18 milioni di tonnellate.

C’è da chiedersi se questo scenario avrà effetti sui prezzi del cotone.

Fonte:  Ecotextile

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