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Sustainable Denim: good news da Itema Group

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(see English text below)

La sostenibilità della moda è un percorso globale e non può fare a meno del contributo dei produttori di macchine tessili.

È questo il significato del Denim Day organizzato il 12 aprile scorso presso la propria sede da Itema Group (Gruppo Radici), leader nella produzione di macchine tessili specificamente progettate per il denim, con un fatturato annuo di 306 milioni di euroe varie sedi sparse nel mondo.

L’occasione era la presentazione dei nuovi telai a pinza R95002denim dotati di tecnologia iSAVER, le cui principali innovazioni sono rivolte alla sostenibilità.

La tecnologia sviluppata da Itema consente innanzitutto di inserire i fili di trama nel tessuto senza la necessità di ulteriori filati, eliminando gli sprechi di trama sul lato sinistro del telaio, con una riduzione del 3% del materiale di scarto. Il risparmio annuo è stato quantificato per ciascun telaio su vari livelli di sostenibilità:

– 2.000€

– 1.000 kg di cotone

– 20.000 tonnellate di H20 (nella coltivazione del cotone)

lato sinistro/left side: no waste

Inoltre, il doppio pre-ugello permette di distribuire meglio la trazione sul filo con una diminuzione complessiva della torsione che ha diversi vantaggi:

– aumentare la velocità di tessitura, a parità di altre condizioni

– diminuire il consumo di aria compressa (-23%) e quindi di energia, a parità di altre condizioni

La minor torsione è vantaggiosa sui fili più delicati in genere (vedi fibre nobili) quindi ha anche vantaggi qualitativi.

In particolare, un filo da riciclo, meno robusto di quello vergine, può essere tessuto più agevolmente. Un attributo fondamentale da esplorare in un momento in cui tutto sembra convergere verso il riciclo, perché la sostenibilità o si trasforma in qualità o non viene recepita dal mercato.

Molte buone notizie insomma, per un materiale che per importanza e volumi ha un ruolo fondamentale per la sostenibilità della moda, e che nel tempo già ha fatto diversi passi avanti: la lotta al sandblasting, l’impegno Detox (oltre a brand come Levi’s o G-Star si contano parecchi fornitori coinvolti: dai cotonifici alle lavanderie, passando per tessitori, accessoristi e tintori), le molteplici esperienze sul riciclo, e così via fino al jeans a noleggio.

Ma la giornata è stata interessante anche a un altro livello della sostenibilità cioè quello del coinvolgimento degli stakeholder (tre brand e un centinaio di produttori di denim da tutto il mondo) da parte dell’Azienda, grazie ad un prestigioso panel sul tema “Evoluzione della sostenibilità nella catena del denim. Verso un nuovo modello di business, generare profitto creando valore”, composto da:

– Kutay Saritosun – Director of Fashion Brands, bluesign technologies AG 

– Marco Lucietti – Senior Adviser, Copenhagen Fashion Summit

– François Girbaud – Founder and Owner, Marithé + François Girbaud

– Federico Corneli – Founder and CEO, haikure / CEO, CS Jeans

– Alessandro Bondavalli – Merchandising Director Apparel, Guess Europe

– Christian Straubhaar – Sales &AH2& Marketing Director, Itema Group 

Federico Corneli,  Alessandro Bondavalli, François Gerbaud, Christian Straubhaar

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