Realizzato nel 1954 dal premio Nobel Giulio Natta per  Montedison poi prodotto e commercializzato con  il logo Moplen). E’un tecnopolimero molto  utilizzato prevalentemente per le sue proprietà meccaniche, l’elevata resistenza all’impatto,  all’abrasione e alle condizioni atmosferiche, la scarsa deformabilità, caratteristiche che concorrono a renderlo un materiale di lunga durata e che necessita di scarsissima manutenzione, come ad esempio detergenti o altri prodotti chimici.  Giunto a fine vita può essere facilmente riciclato e così gli scarti di produzione. Naturalmente è una fibra man made originata da combustibili fossili ma si parla sempre più frequentemente di PP bio based (Borealis produce una linea  di polimeri utilizzando materie prime rinnovabili (bio-propano) già adottata da Henkel nel packaging, FKuR produce compound ‘ a base poliolefinica con Terralene rPP).

Il fine vita è un punto di forza della fibra essendo facilmente riciclabile. La cosa interessante è che cresce la domanda di PP riciclato. Come raccontato da Polimerica.it ad esempio,  Total ha siglato un accordo di collaborazione con la statunitense PureCycle Technologies per la fornitura di polipropilene rigenerato UPPR (Ultra-Pure Recycled Polypropylene). Il nuovo materiale sarà realizzato  in Ohio (USA) con capacità di 48mila tonnellate annue ma già si parla di una sede produttiva anche in Europa. Il  processo di riciclo è inoltre in grado di rimuovere contaminanti realizzando un polimero dalle caratteristiche simili a quello vergine.

Nella foto: la pagina dell’agenda di Giulio Natta, 11 marzo 1954

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