Ricercatori della School of Biological Sciences dell’Università di Edimburgo hanno alterato il codice genetico del comune batterio E. coli in laboratorio. Le cellule modificate sono state coltivate in soluzioni liquide contenenti guaiacolo, un composto organico ricavato dalla resina di guaiaco e presente in forte concentrazione nei derivati del faggio.

Durante un periodo di incubazione di 24 ore, i batteri modificati trasformano il guaiacolo in acido adipico, materiale di base per la produzione di poliammide solitamente ottenuto da combustibili fossili.

Il valore del progetto sta nell’aver realizzato un polimero biobased di nuova generazione e senza produrre protossido di azoto, un gas serra trecento volte più potente dell’anidride carbonica. L’acido adipico è una delle molecole più importanti dell’industria chimica moderna ma la sua produzione ha un alto impatto ambientale, cosa che rende necessario lo sviluppo di approccio biobased.

Si ricorda inoltre che ogni anno vengono realizzate oltre due milioni di tonnellate di poliammide  con un valore di mercato di circa 5 miliardi e mezzo di euro.

Lo studio, pubblicato su ACS Synthetic Biology , è stato finanziato dal Carnegie Trust e dalla UK Research and Innovation.  Il team sta esplorando nuovi modi di utilizzare i batteri per produrre sostanze chimiche.  L’autore principale è Jack Suitor, uno studente di dottorato.

Fonte: Science Daily.com 

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