Molteplici RSL, matrici di rischio per materiali, età, uso, ecc., limiti multipli e aggregazioni di sostanze, test e ancora test. Anche nell’era di ZDHC siamo ancora lontani dall’armonizzazione della gestione chimica. Oggi approfondiamo il tema degli APEO, alchilfenoli e loro etossilati, tra le prime sostanze a uscire per legge dalla porta (banditi fin dal 1998 in Germania e dal 2003 in UE) e rientrare dalla finestra della globalizzazione (su rischi per salute e ambiente, funzioni industriali e norme, leggi qui).  

I problemi della compliance 

Dal punto di vista chimico questa famiglia è particolarmente complessa. A causa delle classificazioni d’uso differenziate a livello globale, gli elenchi di sostanze presenti da un lato nelle RSL dei marchi e degli standard di certificazione, dall’altro nei template di laboratorio sono molto diversificati tra loro, specialmente nelle P-RSL (le liste delle sostanze proibite nei prodotti). 

Nel database di C3.tools, che raccoglie le RSL di circa 50 brand e di 3 degli standard di certificazione più diffusi e i template di circa 10 laboratori nazionali e internazionali, si trovano: – 25 sostanze fornite di n. CAS- 12 algoritmi relativi a sostanze prive di CAS e aggregazioni di sostanze: sottogruppi – principalmente ottilfenoli, nonilfenoli, e rispettivi etossilati – e varie aggregazioni Da un’analisi a campione sulle P-RSL sul mercato, risulta che i brand generalmente limitano a poche aggregazioni (pur chiedendo talvolta anche analisi su singole sostanze) le loro restrizioni: nel 50% dei casi solo il gruppo APEO nella sua totalità, a una soglia variabile 10-100 mg/kg; nei restanti casi abbiamo:

– 2 limiti: somma degli ottil e nonilfenoli e somma dei loro etossilati, soglia 3-100

– 2 limiti: somma degli etossilati e somma degli APEO, soglia 100-500-

4 limiti: i quattro suddetti sottogruppi, soglia 100-500 

Lo Standard 100 di Oeko-tex amplia il numero di sottogruppi a sette, soglia da 2,5-100 a seconda della classe (I-IV) e annex (4-6). 

La certificazione Bluesign è ancora più specifica, con circa 15 sostanze che includono anche singoli CAS, soglia 10-100. Anche i laboratori possono investigare singole sostanze oltre ai sottogruppi, i template riportano un numero di sostanze variabile da 10 a 15 circa con limiti anche inferiori a 1 ppm. 

In definitiva, la situazione è molto complessa: le certificazioni sono più stringenti nel complesso rispetto ai brand, ciononostante non sono sempre sufficienti a garantire il rispetto di singole sostanze o aggregazioni per specifici brand. I test possono permettere di investigare non solo le sostanze più richieste ma un numero superiore e a livelli inferiori, il che può permettere a chi non si accontenta del binomio “pass/fail” di monitorare le prestazioni e prevenire i problemi.

 Per governare questa complessità servono strumenti semplici, rapidi, affidabili ed economici. 

La vita per i fornitori è sempre più complicata. C3.tools la semplifica.

Qui l’articolo pubblicato su Ecotextile News

Qui l’articolo in italiano

Qui la demo di c3.tools

Crediti immagine Luemen Carlson su Unsplash

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