Prosegue la nostra carrellata sulle principali questioni della compliance chimica.

SITUAZIONE

Con la conclusione della campagna DETOX di Greenpeace il testimone della gestione responsabile della chimica è passato a ZDHC per quanto riguarda gli scarichi delle acque di processo ma per quanto riguarda i prodotti siamo ancora lontani da un’armonizzazione. Prosegue infatti la tendenza al proliferare di P-RSL, anche da parte degli stessi marchi aderenti a ZDHC, con approcci diversi tra sostanze singole e raggruppamenti, diversi limiti di rilevabilità ed accettabilità e metodi di analisi.

Per le imprese della supply chain è difficile gestire le richieste dai brand ma anche sviluppare proprie strategie commerciali: pur essendo conforme alla M-RSL di ZDHC un’azienda può non esserlo verso la P-RSL di un brand che pure fa capo alla stessa ZDHC. Inoltre, crescono le richieste dei brand e i diversi livelli di conformità. E a tutto questo si aggiungono i protocolli delle certificazioni ambientali.

ANALISI DELLE M-RSL DI ZDHC E DELLE P-RSL DEI SUOI SIGNATORY BRANDS

Da un’analisi delle M-RSL di ZDHC condotta con C3.tools* risulta innanzitutto che:

  • Formulazioni: si contano tra le 160 e le 180 sostanze circa – a seconda che si tratti di applicazioni su polimeri, pelle o tessili – appartenenti a 18 gruppi: rispetto ai 21 convenzionali, mancano all’appello N-nitrosamines, Dioxins & Furans e Formaldehyde (il cui uso è solo escluso ma senza un limite preciso)
  • Reflui: si contano circa 210 sostanze su 17 gruppi: rispetto alle formulazioni mancano i Pesticides&Biocides.

Da un’analisi su un campione di 10 Signatory brand ZDHC, pari a un terzo del totalerisulta che le relative P-RSL (tessili – per adulti laddove i brand adottino classificazioni per categoria di prodotto o di età del destinatario) includono un numero di sostanze tra le 162 e le 460, con una media di 263, circa il 45% superiore rispetto alla M-RSL delle formulazioni tessili di ZDHC, e solo un terzo dei brand include un numero di sostanze inferiore a entrambe le M-RSL (formulazioni e reflui). 

Ma quante e quali sono le sostanze “scoperte”, o più precisamente: 

  • le 180 sostanze della M-RSL Formulazioni ZDHC sono tutte comprese tra le 210 dei reflui ZDHC? La risposta è no, mancano all’appello un buon 30% delle sostanze (circa 60 ripartite tra una decina di gruppi), la cui presenza o assenza non è quindi monitorata a valle dei processi
  • Qual è il grado di copertura della MRSL Formulazioni ZDHC rispetto alle PRSL dei Signatory brands? Limitandosi ad un’analisi “sì/no”delle sostanze (cioè senza occuparsi della possibilità che in base ai livelli ammessi nelle formulazioni si possano generare delle non conformità nei prodotti), il grado di copertura varia dal 27% per la P-RSL più numerosa al 57% per la meno numerosa, passando da un 39% per una di numerosità media.

*Il database di C3.tools raccoglie le M-RSL (Manufacturing Restricted Substances List) di ZDHC sia per le formulazioni che per le acque e i fanghi di scarico (ricordiamo che non esiste una P-RSL -dove P sta per Product – di ZDHC) e le RSL di circa 50 brand tra cui un buon numero dei 30 Signatory brand di ZDHC. I 21 gruppi di sostanze convenzionali (APEO, Ftalati ecc.) sono stati individuati con il supporto del PoliMi. C3.tools permette di individuare le sostanze scoperte “NOT TESTED”, cioè presenti in una RSL di riferimento ma non nella lista di paragone (test di laboratorio, certificazione, altra RSL).

CONCLUSIONE

Nonostante i passi avanti di ZDHC e il suo contributo all’armonizzazione del sistema, anche per un produttore che operi in conformità a ZDHC rimane una quantità significativa – 30% – di sostanze vietate nelle formulazioni che possono sfuggire al monitoraggio, e una anche superiore – 40/50% e oltre – di cui non può escludere a priori l’assenza dai prodotti destinati ai Signatory brand della stessa ZDHC. 

Per governare questa complessità servono strumenti semplici, rapidi, affidabili ed economici.

La vita per i fornitori è sempre più complicata. C3.tools la semplifica.

Qui l’articolo pubblicato su Ecotextile News

Qui l’articolo in italiano

Qui la demo di c3.tools

Photo by Tara Evans on Unsplash

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