A questo obiettivo sta lavorando l’Ames Laboratory del dipartimento dell’energia degli Stati Uniti che già nel 2015 aveva verificato la possibilità di ottenere poliammide attraverso un processo chimico basato sul cerio delle terre rare. Il processo, che prevede la trasformazione del cerio in particelle di dimensioni nanometriche e un catalizzatore di palladio per produrre il cicloesanone, non sembra però essere uscito dalle simulazioni di laboratorio.

E’ invece recente la notizia che il laboratorio di Ames ha prodotto cicloesanone da lignina ottenuto da biomasse da scarti dell’industria cartaria. Una soluzione che potrebbe incontrare un certo interesse sia per la disponibilità di cellulosa da filiere industriali, sia per la crescente domanda di polimeri bio-based. Il processo prevede la trasformazione della lignina in guaiacolo quindi in cicloesanone e acido adipico, intermediario della poliammide. Secondo i ricercatori oltre a sganciare la produzione del nylon dai combustibili fossili, risulterebbe essere a minor impatto ambientale rispetto alla produzione di poliammide tradizionale non richiedendo solventi e per il minor consumo energetico.

Sarà interessante verificare se la nuova Poliammide bio based può rappresentare un miglioramento rispetto non solo la poliammide da fonte fossile ma anche dalla PA.11 generata da semi di ricino e se potrà quindi avere un futuro industriale.

Fonte: https://www.ameslab.gov/news/new-process-turns-paper-manufacturing-waste-into-valuable-chemicals

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