Home chimica Sciare non fa bene all’ambiente

Sciare non fa bene all’ambiente

158


Con l’avvicinarsi della stagione invernale e -covid permettendo- delle domeniche sulla neve, è bene non dimenticare un problema in verità solitamente poco conosciuto: la diffusione di sostanze perfluoroalchiliche sulla neve e nelle falde acquifere a causa della sciolina applicata sugli sci da fondo e contenente appunto PFAS.

Le fasi di maggior contaminazione riguardano naturalmente la partenza degli sciatori quando il rilascio della sciolina sulla neve è maggiore anche a causa del maggior numero di persone in transito mentre si registra una perdita di concentrazione nel proseguo della pista. Ma ciò non può certo tranquillizzare considerata la volatilità della sostanza e la facilità con cui si trasferisce dalla superficie alle falde acquifere. Un altro contesto critico riguarda le fasi di preparazione degli sci e le attività dei tecnici addetti alla loro preparazione durante le competizioni sportive: in questo caso il problema investe direttamente la sicurezza delle persone coinvolte.

Secondo la stampa specialistica è possibile che la Federazione Internazionale di Sci vieti le scioline con composti fluorurati a catena lunga già nella stagione 2020-21 seguendo l’esempio della Norvegia Ski Association, lo US Ski and Snowboard, e la federazione sciistica del Canada. Ma nonostante le azioni normative le scioline attualmente in uso continuano ad essere a base di PFAS e le alternative non garantiscono agli sportivi le performance desiderate.

Ricordiamo che il PFOA è elencato nell’Allegato A della Convenzione di Stoccolma che indica gli inquinanti organici persistenti per l’eliminazione globale mentre il PFOS è indicato nell’Allegato B per la restrizione globale di tutti gli usi tranne che in schiuma antincendio, esche per insetti e placcatura in metallo. L’Unione Europea (UE) ha inoltre limitato numerosi PFAS come “Sostanze estremamente preoccupanti” ai sensi della legge sulle sostanze chimiche REACH (“Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche”).

Interessante allora quanto riportato dalla piattaforma Open Innovation in cui si segnala l’interesse di una università tedesca a sviluppare un progetto che consenta di sostituire la sciolina con solette di tessuto da applicare agli sci e più in generale di studiare materiali compositi in grado di garantire le performance attese senza applicazione di sostanze chimiche tossiche. L’obiettivo è costruire una partnership con imprese tessili e chimiche che sviluppi un progetto di ricerca nell’ambito del bando Eureka Eurostarts di cui si attende a breve la pubblicazione.

Qui per contattare il soggetto proponete e ottenere maggiori informazioni: https://backend.openinnovationlombardia.it/een/een-partnership-proposal/view?id=6106

Sugli effetti della sciolina sull’ambiente si veda lo studio di Gaili L. Carlson e Skylar Tupper pubblicato da Science Direct :
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0045653520322736

Foto: Graziano De Maio -Unsplash

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui